L’erpicatura

Dopo il vento di ieri ed il gelo di questa notte (la temperatura ha raggiunto i -7° C.), proseguono i lavori di preparazione del letto di semina. L’erpicatura ha la funzione di sminuzzare le zolle che si formano con l’aratura.

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Il riso Carnaroli Zaccaria, il riso più buono che ci sia.

E’ proprio buono il nostro riso Carnaroli e aiuta a scoprire il piacere di consumare il cereale più diffuso nel mondo. Il Carnaroli è la varietà di riso italiano più apprezzata; la sua qualità è senza eguali al mondo. Degustando il riso Carnaroli si può notare come in altri prodotti la straordinaria capacità italiana di selezionare dalla natura le cose migliori.

Noi il riso Carnaroli lo coltiviamo in una zona vocata e particolare. Lo coltiviamo bene, senza forzature e con il criterio di chi sa di offrire ai consumatori un prodotto sano e genuino. I risultati si vedono, e la bontà del nostro Carnaroli di Baraggia è apprezzata sempre da più persone.

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Diario di Campagna, in ritardo l’inizio dei lavori.

Le condizioni non ottimali impediscono l’inizio dei lavori di preparazione del letto di semina. Le precipitazioni atmosferiche in questo inizio di anno non hanno risparmiato la nostra campagna, e neve e pioggia sono cadute in abbondanza. Le temperature sono state rigide per tutto l’inverno, con punte che hanno oltrepassato anche i – 10° C.
Il termometro ha segnato valori negativi anche nelle notti appena trascorse, e le risaie presentano una condizione di umidità tale da impedire l’inizio dei lavori.
Non ci resta che attendere, gli aratri sono pronti.
 

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Riso Carnaroli, la cottura in pentola a pressione.

La bollitura del nostro riso Carnaroli in pentola a pressione, è una pratica che consiglio vivamente perchè da risultati unici. La bollitura in pentola a pressione, determina una più rapida gelatinizzazzione del granello di riso, che rimane più compatto e cresce in misura leggermente minore. Questo tipo di cottura, rispetto alla bollitura tradizionale, oltre che più rapido permette di ottenere un granello più integro e meglio utilizzabile nelle successive operazioni. Il riso Carnaroli Zaccaria, successivamente alla bollitura in pentola a pressione, si presenta ideale per la preparazione di insalate, e anche per l’aggiunta di qualsiasi tipo di sugo. Anche per altre preparazioni come tortini, timballi e dolci, questo tipo di cottura dimostra aspetti migliorativi.

La bollitura in pentola a pressione si effettua schematicamente in questo modo:

         Bollitura dell’acqua

         Apertura del coperchio e aggiunta di sale e riso.

         Chiusura del coperchio e cottura a fuoco vivo per 9 minuti.

        Apertura del coperchio (per velocizzare quest’operazione è consigliabile avvicinare la pentola al rubinetto dell’acqua fredda e bagnando le pareti e il coperchio).

         Scolatura.

Provate! I risultati sono sorprendenti, ma non pensate di poterli ottenere con qualsiasi tipo di riso.

N.B. la quantità di acqua da utilizzare nella pentola, è direttamente proporzionale alla collosità del riso che usate, con il nostro ne basta poca, ma è sempre consigliabile utilizzarla in buona quantità.

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Diario di Campagna.

Diario di Campagna sarà una categoria da me utilizzata per raccontare periodicamente lo stato dell’azienda e delle coltivazioni. L’obiettivo è quello di rendere possibile una rapida visione della vita aziendale nei vari periodi dell’anno. Ritengo sia utile conoscere in modo semplice i vari mutamenti che vivono la campagna e le sue coltivazioni. Questa sezione non descriverà gli aspetti tecnici e agronomici, che verranno affrontati in altre categorie. 

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Dalla raccolta all’aratura, breve sintesi delle varie operazioni.

Appena la morsa del freddo si allenterà e il gelo si allontanerà dai nostri campi riprenderanno le lavorazioni del terreno. Come sempre si spera in un clima poco piovoso, perché la natura dei nostri terreni, data l’elevata capacità di campo, rende difficili e proibitive le lavorazioni in condizioni di umidità elevata.
In breve ripercorriamo le prime operazioni successive alla raccolta:
1)     Trinciatura degli argini (operazione che serve ad eliminare le erbacce dagli argini che separano le diverse camere di risaia.
2)     Rinnovamento degli argini: questa operazione si divide in tre fasi, la prima consiste dell’asportazione di una porzione di terreno dall’argine stesso mediante l’utilizzo di una lama con disco terminale, la seconda prevede la riformazione dell’argine utilizzando un’aratro monovomere dotato di grande versoio (ciluriun), infine la terza prevete la pressione dell’argine con un’atrezzo denominato tamburo.
3)     Aratura.
 
Successivamente alla raccolta di fondamentale importanza nei nostri terreni, è il mantenimento delle canaline di scolo della risaia, in perfette condizioni di pulizia, per evitare il ristagno idrico che ostacola tutte le operazioni.

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Il riso Sant’Andrea di Baraggia: alcune considerazioni di carattere gastronomico.

Il Sant’Andrea è una varietà di riso di grande pregio; non è estremamente diffusa, in quanto la sua coltivazione è limitata da sempre a circa 10000 ettari, localizzati quasi esclusivamente all’interno dell’area di Baraggia.

Al consumo, se presente in purezza, dimostra le sue grandi qualità soprattutto nella preparazione di risotti e minestre, grazie alla sua notevole capacità di assorbire i condimenti. Ha un’ottima tenuta alla cottura, ma ha tempi di gestione più ristretti rispetto al Carnaroli.

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Riso Carnaroli di Baraggia Zaccaria: la confezione in cartoncino.

Da Lunedì 5 dicembre sono disponibili le prime confezioni in cartoncino di riso Carnaroli. La scatola all’interno contiene il riso sottovuoto. E’una confezione che consente di preservare nel modo migliore le caratteristiche qualitative del riso, facilitando anche tutte le operazioni di trasporto e stoccaggio.

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Il riso Sant’Andrea di Baraggia in lavorazione.

Mercoledì 30 Novembre è andato in lavorazione un primo lotto del nostro riso Sant’Andrea di Baraggia. La raffinazione, eseguita in conformità al disciplinare dell’IGP riso di Baraggia Biellese e Vercellese, ha avuto una resa in percentuale di circa 58 punti. La lavorazione è stata eseguita con criterio ed in modo non troppo intenso, corrispondente al secondo grado di lavorazione.

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Conformità

Il primo lotto di lavorazione del riso Carnaroli di Baraggia Zaccaria, ha ricevuto la conformità al disciplinare di produzione dell’IGP riso di Baraggia Biellese e Vercellese. Al rilascio da parte dell’organismo di controllo del certificato di conformità, segue l’emissione dei contrassegni numerati che dovranno essere applicati su ogni singola confezione.

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Riso Sant’Andrea di Baraggia Zaccaria: appunti descrittivi.

Il riso Sant’Andrea Zaccaria è coltivato in purezza ad Arro di Salussola nella Baraggia Biellese, esclusivamente nei terreni di proprietà dell’azienda. Questi terreni, coltivati a riso sin dal 1500 sono argillosi e ricchi di sostanza organica e vengono irrigati con le acque fredde e pure provenienti dalle vicine Alpi Biellesi.
La baraggia, presenta peculiari caratteristiche agro-pedo-climatiche che la rendono unica al mondo per la coltivazione del riso. I terreni fortemente argillosi e ricchi di ferro, le basse temperature dovute alla notevole vicinanza alle montagne, determinano produzioni ridotte, ma di eccellente qualità. La Baraggia, vera nicchia della risicoltura italiana, veniva individuata già nel secolo scorso dall’Istituto Sperimentale di Risicoltura di Vercelli come particolare e diversa. Il riso di Baraggia manifesta le sue peculiarità durante la cottura perché mantiene una maggiore consistenza del grano ed una minore collosità rispetto all’analogo prodotto di altre zone risicole.
La produzione di riso Sant’Andrea Zaccaria viene seguita in tutte le sue fasi dal padre Silvio e dai figli Carlo e Matteo, ma è soprattutto la grande esperienza di Silvio a garantire l’ottenimento sul campo di un prodotto di eccellente qualità. Matteo e Carlo hanno portato, grazie anche ai molti anni di studi, l’innovazione necessaria a rendere più sostenibile la pratica agricola, nel rispetto dell’ambiente e ancor di più dei consumatori, ai quali viene offerto un prodotto sano e privo di residui chimici. Tutto questo è possibile grazie all’esclusivo utilizzo di fitofarmaci non residuali, e al mantenimento della fertilità del terreno grazie all’utilizzo di fertilizzanti organici ed alle pratiche colturali come il sovescio e la rotazione. La raffinazione ed il confezionamento uniscono le moderne tecniche come la selezione ottica ed il sottovuoto, alle tradizionali operazioni di sbiancatura a pietra del riso.
 Per il confezionamento l’azienda agricola Zaccaria utilizza il SOTTOVUOTO, che è una moderna tecnica che permette di conservare per lunghi periodi l’integrità e la fragranza del riso, mantenendo intatte vitamine, lipidi e proteine, preservando tutti gli elementi che determinano la qualità del riso.
 Il Sant’Andrea Zaccaria, è molto versatile, ha un’ottima capacità di assorbire i condimenti ed esprime tutte le sue peculiarità nella preparazione del risotto. Con il Sant’Andrea Zaccaria, si ottengono risotti gustosi, al dente e cremosi. Il riso Sant’Andrea Zaccaria è anche indicato per la preparazione di minestre e dolci, può essere utilizzato anche per insalate, timballi e tortini, preparazioni per le quali richiede particolari accorgimenti in quanto libera amido durante la cottura.

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Riso Sant’Andrea: la scheda tecnica.

La scheda tecnica del riso Sant’Andrea di Baraggia Zaccaria prodotto nel 2005.

Nome: Zaccaria riso Sant’Andrea.
Specie Botanica: Oryza Sativa L.
Sottospecie: Japonica
Cultivar: Sant’Andrea (deriva per selezione da Rizzotto   (Vialone x Lady Wright))
Denominazione: Riso di Baraggia Biellese e Vercellese (protezione transitoria accordata a livello nazionale con decreto del 25-02-04)
Ciclo vegetativo: 160 giorni
Annata: 2005
Località: Arro di Salussola (Biella – Piemonte) (ad Arro di Salussola si coltivava il riso già nel 1500, come dimostrato da diversi atti notarili conservati negli archivi comunali). 
Area geografica: Baraggia: area pedemontana nel Piemonte nord-orientale ai piedi del massiccio del Monte Rosa (4.630 m) e delle alpi Biellesi (Mucrone (2.335 m) e Mars (2600) le vette); è compresa tra il torrente Elvo ed il fiume Sesia e si sviluppa verso il piano a terrazzi, con condizioni pedo-climatiche caratteristiche che influenzano positivamente il profilo qualitativo del riso.
Clima: di tipo continentale, con temperature medie annuali inferiori di circa uno – due gradi Celsius rispetto alle altre aree risicole italiane. La vicinanza delle montagne ed i venti che discendono da esse, determinano frequenti inversioni termiche, che a fine estate determinano una più rapida formazione del chicco.
Terreno : argilloso, ricco di sostanza organica, Ph ~ 4,5.
Densità di semina: bassa 140 Kg per ettaro.
Seme: riso Sant’Andrea 1° riproduzione.
Semina: 2 – 7 maggio 2005
Coltivato ne: foglio 10, mappali 8 e 9. Ettari 22,2.
Numero camere di risaia: 14
Raccolta: 28 e 29 settembre e 9 e 10 ottobre a maturazione completa.
Produzione unitaria media: (stimata) 6.800 Kg ad ettaro di risone.
Produzione complessiva: (stimata) 151.000 Kg.
Resa alla Lavorazione: (analitica) 58 – 60%
Data di lavorazione: 30/11/2005
Kg di riso grezzo lavorati: 2830
Kg di riso raffinato: 1632
Resa alla lavorazione: 58% circa.
Tipo di raffinazione: lavorazione leggera di secondo grado.
Colore: Bianco, tendente al giallo paglierino.
Umidità: max 14%
Profumo: equilibrato, di riso, privo di spunti aromatici.
Caratteristiche merceologiche generali: Fino (lungo A). Granello lungo, grosso, di forma semiaffusolata con sezione tondeggiante; dente sfuggente e testa regolare. La perlatura è  centro laterale, la striscia media. Le dimensioni medie del chicco sono: 6.3 x 2.8 mm.
Contenuto in amilosio: alto, circa 21,85 %.
Collosità: 4.6 g x cm2
Consistenza:  0.60 Kg x cm2
Confezionamento: Sottovuoto (scadenza 24 mesi). La confezione aperta va conservata in luogo fresco e asciutto (eventualmente anche in frigo su appositi contenitori di vetro).
Conservazione:Prodotto naturale, riso non trattato e privo di conservanti. Dopo l’apertura, va conservato in luogo fresco e asciutto. In mancanza di un locale adeguato, si può conservare in frigo in contenitori di vetro.
 
 
Alla Cottura:
q       Tempo di cottura: 15 minuti (valori indicativi che possono variare notevolmente a seconda delle preferenze.
q       Metodi di cottura: indicato per qualsiasi tipo di preparazione.
q       Valori nutrizionali x 100g: Valore energetico 349 Kcal
Proteine                 7 g
Carboidrati           78 g
Grassi                    1 g


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Riso Carnaroli di Baraggia Zaccaria: descrizione e metodi produttivi.

Il Carnaroli Zaccaria è coltivato in purezza ad Arro di Salussola nella Baraggia Biellese. I terreni dell’azienda (coltivati a riso sin dal 1500) sono argillosi e ricchi di sostanza organica e vengono irrigati con le acque fredde e pure provenienti dalle vicine Alpi Biellesi.
Il Carnaroli Zaccaria vi sorprenderà per la sua capacità di assorbire i condimenti e per l’insuperabile resistenza alle operazioni di cottura. E’ estremamente versatile: in risotti e minestre, bollito, in insalata, per timballi e tortini, e grazie alla scarsa collosità ed alla notevole consistenza può essere utilizzato in modo analogo alla pasta (bollitura, scolatura e aggiunta del sugo preparato a parte).
 
 
“La nostra terra, la BARAGGIA, è un’area pedemontana Piemontese situata ai piedi del massiccio del Monte Rosa e delle alpi Biellesi (Mucrone (2.335 m) e Mars (2600) le vette) ed è compresa tra il torrente Elvo ed il fiume Sesia.
Presenta peculiari caratteristiche agro-pedo-climatiche che la rendono unica al mondo per la coltivazione del riso. I terreni fortemente argillosi e ricchi di ferro, le basse temperature dovute alla notevole vicinanza alle montagne, determinano produzioni ridotte, ma di eccellente qualità. La Baraggia, vera nicchia della risicoltura italiana, veniva individuata già nel secolo scorso dall’Istituto Sperimentale di Risicoltura di Vercelli come particolare e diversa. Il riso di Baraggia manifesta le sue peculiarità durante la cottura perché mantiene una maggiore consistenza del grano ed una minore collosità rispetto all’omologo prodotto di altre zone risicole”.
 
La famiglia Zaccaria abbina la grande esperienza e professionalità del padre Silvio, alla creatività ed alla preparazione tecnica e accademica dei fratelli Carlo e Matteo, in una sintonia che permette di coltivare il riso in modo moderno, funzionale e con un ridotto impatto ambientale.
 
“Agronomicamente seguiamo i dettami dell’agricoltura integrata, utilizzando esclusivamente fitofarmaci non residuali e mantenendo la fertilità del suolo grazie alla rotazione ed il sovescio. La fertilizzazione è modesta e privilegia i prodotti su base organica. La produzione di Carnaroli è limitata, con resa ad ettaro di circa 40 quintali, dovuta anche ad un investimento alla semina ridotto e ad un’ingente opera di selezione qualitativa effettuata al momento della raccolta. La stagionatura o invecchiamento non è mai inferiore ai 60 giorni (periodo durante il quale il riso evolve e raggiunge il miglior profilo qualitativo). Otteniamo così un prodotto sano, genuino e privo di residui chimici. La raffinazione ed il confezionamento uniscono le moderne tecniche come la selezione ottica ed il sottovuoto, alle tradizionali operazioni di sbiancatura a pietra del riso”.
 
Il riso Carnaroli Zaccaria è prodotto in conformità al disciplinare di produzione dell’IGP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese.
 
Per il confezionamento l’azienda agricola Zaccaria utilizza il SOTTOVUOTO, che è una moderna tecnica che permette di conservare per lunghi periodi l’integrità e la fragranza del riso, mantenendo intatte vitamine, lipidi e proteine, preservando tutti gli elementi che determinano la qualità del riso.

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Riso Carnaroli: la scheda tecnica.

Di seguito la scheda tecnica del riso Carnaroli di Baraggia Zaccaria prodotto nell’annata agraria 2005.

Nome: Zaccaria riso Carnaroli.
Specie Botanica: Oryza Sativa L.
Sottospecie: Japonica
Cultivar: Carnaroli   (Vialone x Lencino)
Denominazione: Riso di Baraggia Biellese e Vercellese (protezione transitoria accordata a livello nazionale con decreto del 25-02-04)
Ciclo vegetativo: 165 giorni
Annata: 2005
Località: Arro di Salussola (Biella – Piemonte) (ad Arro di Salussola si coltivava il riso già nel 1500, come dimostrato da diversi atti notarili conservati negli archivi comunali). 
Area geografica: Baraggia: area pedemontana nel Piemonte nord-orientale ai piedi del massiccio del Monte Rosa (4.630 m) e delle alpi Biellesi (Mucrone (2.335 m) e Mars (2600) le vette); è compresa tra il torrente Elvo ed il fiume Sesia e si sviluppa verso il piano a terrazzi, con condizioni pedo-climatiche caratteristiche che influenzano positivamente il profilo qualitativo del riso.
Clima: di tipo continentale, con temperature medie annuali inferiori di circa uno – due gradi Celsius rispetto alle altre aree risicole italiane. La vicinanza delle montagne ed i venti che discendono da esse, determinano frequenti inversioni termiche, che a fine estate determinano una più rapida formazione del chicco.
Terreno : argilloso, ricco di sostanza organica, Ph ~ 4,5.
Densità di semina: bassa 140 – 160 Kg per ettaro.
Seme: riso Carnaroli 1° riproduzione.
Semina: 14 – 18 aprile 2005
Coltivato ne: foglio 10, mappali 11, 15, 21; foglio 11, mappali 6, 16, 18.
Ettari 31,29.
Numero camere di risaia: 27
Raccolta: 10-11-12-13-14 ottobre 2005 a maturazione completa.
Produzione unitaria media: (stimata) 4.700 Kg ad ettaro di risone.
Produzione complessiva: (stimata) 146.000 Kg.
Resa alla Lavorazione: (analitica) 62%
Lotto di lavorazione: 2 – 05/06
Data di lavorazione: 06/12/2005
Kg di riso grezzo lavorati: 4950
Kg di riso raffinato: 2950
Resa alla lavorazione: 60%.
Contrassegno: RBbv [01-05/06-0003-VA5613–(00000)]
Tipo di raffinazione: lavorazione leggera di secondo grado.
Colore: Bianco, tendente al giallo paglierino.
Umidità: max 14%
Profumo: equilibrato, di riso, privo di spunti aromatici.
Caratteristiche merceologiche generali: Superfino (lungo A). Granello lungo, molto grosso, di forma affusolata con sezione schiacciata; dente pronunciato e testa oblunga. La perlatura è centro laterale, la striscia assente. Le dimensioni medie del chicco sono: 6.5 x 2.9 mm.
Contenuto in amilosio: alto, circa 24,1 %.
Collosità: molto bassa, 1,2 g x cm2
Consistenza: elevata, 0.95 Kg x cm2
Confezionamento: Sottovuoto (scadenza 24 mesi). La confezione aperta va conservata in luogo fresco e asciutto (eventualmente anche in frigo su appositi contenitori di vetro).
Conservazione:Prodotto naturale, riso non trattato e privo di conservanti. Dopo l’apertura, va conservato in luogo fresco e asciutto. In mancanza di un locale adeguato, si può conservare in frigo in contenitori di vetro.
 
 
Alla Cottura:
q       Tempo di cottura: 14 – 16 minuti (valori indicativi che possono variare notevolmente a seconda delle preferenze.
q       Metodi di cottura: indicato per qualsiasi tipo di preparazione.
q       Valori nutrizionali x 100g: Valore energetico 349 Kcal
Proteine                 7 g
Carboidrati           78 g
Grassi                    1 g

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