Verso la fine della mietitura in apprensione per il maltempo.

Siamo circa a sei giorni lavorativi dalla fine della mietitura 2019. Da raccogliere in campo abbiamo ancora alcuni tra i nostri risi più pregiati come i biologici e le varietà rosse e nere. Siamo un po’ in apprensione perché il clima si sta facendo ostile e le previsioni meteo non sono per nulla rassicuranti , con la pioggia che potrebbe essere la protagonista assoluta dei prossimi dieci giorni.

Torna il verde tra le risaie.

Il Loietto seminato a fine settembre spunta tra le paglie lasciate dal riso appena raccolto. Il Loietto italico, chiamato anche Loiessa o Loglio d’ Italia, è una graminacea straordinaria che si sta rivelando estremamente sinergica per la nostra risicoltura integrata e sostenibile. Nelle nostre risaie il loietto ha la funzione di dare una copertura vegetale al terreno durante i mesi freddi, migliorando la fertilità del terreno che arricchisce con le sue radici e la sua massa verde. Il loietto crescerà nelle nostre risaie per circa sei – sette mesi per poi essere interrato con il sovescio.

Nubi minacciose e cariche di grandine lambiscono le nostre risaie.

Nel tardo pomeriggio di oggi abbiamo vistro transitare davanti ai nostri occhi e alle nostre risaie una preoccupante perturbazione che ha scaricato venti e violente grandinate a pochi chilometri dalla nostra azienda.

E’ difficile descrivere l’ apprensione con cui viviamo questi momenti che possono segnare un’ annata di lavoro. Il momento inoltre è quello peggiore in quanto le piante di riso non hanno più il tempo per recuperare perchè la grandine va a colpire direttamente la pannocchia, provocando sgranamento.

Libellule su riso Carnaroli

Le libellule hanno una predilezione per il riso, in particolare per il Carnaroli che grazie alla sua grande foglia paniculare consente loro di aggrapparsi saldamente. La risaia inoltre è una fonte inesauribile di cibo per le libellule.

Soia biologica – rotazione colturale in risaia.

Abbiamo seminato soia (Glycine max) in alcune nostre risaie biologiche per fare rotazione colturale. La rotazione con soia è una pratica molto consigliata perchè migliora la fertilità del terreno, migliorandone la struttura e arricchendolo in nutrienti fondamentali come l’ azoto. Nei Nostri terreni di Baraggia, argillosi e compatti la soia non ha vita facile e spesso viene sopraffatta dalle infestanti, soprattutto il giavone. Per ovviare a questo inconveniente la seminiamo molto fitta ma questo spesso non basta e la produzione viene compromessa e ci spinge a distruggere l’ intero raccolto per evitare che le infestanti come il giavone compiano il proprio ciclo lasciando i propri semi sul terreno. Il nostro obiettivo è produrre riso biologico e per farlo bene siamo disposti anche a sacrificare il raccolto delle rotazioni che facciamo. Ora siamo in una fase in cui non siamo ancora in grado di dire se riusciremo a raccogliere un po’ di soia. Alcune parti della risaia, come si vede bene nella terza foto sono compromesse e verranno distrutte mediante trinciatura. Altre parti, dove la soia è riuscita a svilupparsi bene, potrebbero anche andare a produzione ma lo vedremo bene nelle prossime settimane.

Natura – il rio Odda.

Il rio Odda attraversa gran parte delle nostre risaie. Si tratta di un canale minore che ha principalmente funzione di scolo anche se irriga alcune risaie. In questi giorni è meravigliosamente pieno di vegetazione e di vita. Sembra molto lontano da quel ruolo importante che ha nei momenti di grande piovosità in cui negli anni l’ abbiamo visto riempirsi fino alla sommità degli argini. Nei momenti più critici e a rischio alluvione, la sua portata d’ acqua, è sempre riuscita ad impressionarci. L’alveo deve pertanto essere mantenuto libero e dopo la mietitura provvederemo a trinciate le rive in modo accurato. In autunno la vegetazione avrà completato il suo ciclo annuale, riprenderà il prossimo anno ma nel frattempo questo canale tornerà ad avere sembianze più consuete. La natura è una soddisfazione quotidiana.

Riso biologico – accestimento e sviluppo delle piante su pacciamatura verde.

Il nostro riso biologico è nella fase fenologica di accestimento, stadio vegetativo in cui si ha la produzione dei culmi (fusti) secondari. Le piante di riso tendono così ad infittirsi e ad occupare tutto lo spazio libero.

In alcuni punti la pacciamatura vegetale di loietto era talmente fitta che ha ostacolato enormemente la nascita del riso. Lo dimostrano gli spazi vuoti che si vedono in questo secondo video e che ci permettono però di apprezzare le caratteristiche di questa tecnica naturale.

Tramonto estivo in risaia

In piena estate capita spesso di ritrovarsi alle 21,30 a camminare tra i campi in cerca di relax e per rimanere estasiati dagli straordinari colori che l’ arco alpino ci regala. La campagna è anche profumi e rumori.

Il gregge e le risaie.

Il transito del gregge di pecore è sempre un momento speciale nella vita dei campi. A rendere curiosi questi due video sono anche le nostre risaie sullo sfondo. Nel video in alto siamo al 19 maggio 2019 e le risaie sono pronte per la semina in acqua (le ultime semine, quelle più tardive con i risi a ciclo corto). Nel video seguente siamo invece al primo marzo 2019 con le risaie quasi a fine sommersione invernale e con ciò che resta della coltivazione 2018 ben in evidenza.

Erbaio, cicogne e cumuli di lolla.

Uno degli aspetti più belli degli erbai autunno – vernini è il vedere la risaia sempre piena di vita con le cicogne come ospiti fissi.

A poco più di sei mesi dalla semina l’ erbaio è pronto per essere terminato con l’ aratura nella pratica che viene chiamata sovescio. Prima dell’aratro provvederemo a distribuire un po’ di lolla (ora disposta in cumuli) per aggiungere fertilità al terreno. La lolla è un sottoprodotto della lavorazione del riso che otteniamo dalla sbramatura del riso grezzo (risone) nella nostra pileria. E’ l’ involuco più esterno della cariosside costituito dalle glumelle che rivestono il chicco di riso integrale.

Le risaie della Vallona tra erbai e semina del riso su sodo in sommersione.

Una breve descrizione delle pratiche agricole che hanno interessato negli ultimi anni tre anni le risaie dell’appezzamento di nome Vallona. I primi riferimenti scritti alla coltivazione del riso in questi terreni risalgono al 1608. Questi terreni facevano parte di quella che veniva chiamata: “regione della Vallona”.

I terreni sono ora coperti di un fitto manto erboso di loietto italico che nei prossimi giorni verrà interrato mediante aratura con la pratica del sovescio. L’ erbaio è stato seminato il 6 ottobre 2018 dopo la raccolta del riso Arborio ed una leggera lavorazione con erpice stellare. Il riso Arborio era stato seminato il 13 maggio 2018 direttamente su sodo. Come si può vedere nel video la risaia presenta ancora le stoppie del riso dell’ annata 2017 ed è rimasta sommersa per ben quattro mesi.

Queste sono pratiche agronomiche in cui crediamo molto e che ci danno grandi soddisfazioni per i benefici che danno alla fertilità del terreno ed all’ ambiente. L’ aspetto più bello sta nel vedere anche nei mesi invernali le risaie piene di vita.